20/02/2007 ore 17.02
Italiani nel mondo
METTERE FINE AD UNA POLEMICA POCO COSTRUTTIVA: L’AMBASCIATORE SARDO
SCRIVE ALL’AISE PER CONFUTARE LE TESI DI RAPANÀ (CGIE)

OTTAWA\ aise\ - "Egregio Direttore, dalla serie di lanci che la Sua Agenzia ha diffuso negli ultimi giorni, ho dovuto
constatare che il Consigliere del Cgie Giovanni Rapanà reagisce alle prese di posizione a lui contrarie da parte di Comites
ed esponenti di comunità continuando a diffondere le affermazioni che mi ha messo in bocca con lettera del 4 dicembre
2006, all’indomani della riunione del Cgie del 22 novembre, a suo tempo cofirmata anche dai Consiglieri Consiglio, Di
Trolio e Marozzi". Inizia così la lettera che l’ambasciatore italiano in Canada, Gabriele Sardo ha inviato oggi all’Aise per
porre fine alle polemiche che nei giorni scorsi hanno coinvolto vari rappresentanti della comunità italiana in Canada che lo
hanno in vario modo chiamato in causa.
In particolare, l’Ambasciatore si riferisce ad una lettera del dicembre scorso firmata dai quattro consiglieri del Cgie per il
Canada che Giovanni Rapanà ha nuovamente diffuso (vedi AISE del 14 febbraio h.17.56) all’indomani di un ordine del
giorno con cui il Comites di Toronto si dissociava dalla sua censura all’iniziativa di Sardo per il rilancio della lingua e
cultura italiana.
"A quella lettera – scrive oggi l’Ambasciatore - avevo già risposto confutandone il contenuto come inesatto o in mala fede.
Ritengo a questo punto di dover rendere pubblica la mia risposta, nella speranza che ciò metta fine ad una polemica che
mi pare poco costruttiva".
"Nello stesso spirito – precisa Sardo - informo che dalla stessa lettera del 4 dicembre si sono successivamente dissociati
per iscritto i Consiglieri Consiglio e Di Trolio. Per quanto riguarda l’On. Bucchino – conclude - ribadisco in questa sede di
non avere mai usato nei suoi confronti espressioni ingiuriose. Di ciò ho dato subito piena assicurazione all’interessato, con
cui vi è sempre stato e tuttora vi è un rapporto di collaborazione cordiale e sincero".
Di seguito il testo della lettera che, l’11 dicembre scorso, Sardo ha inviato a Rapanà.
"Signor Consigliere, indirizzo a Lei la risposta al fax del 4 u.s., cofirmato anche dai Consiglieri Consiglio, Di Trolio e
Marozzi, perché vi riconosco lo stile da Lei soprattutto mostrato alla riunione del 22 novembre e molto meno quello degli
altri Suoi colleghi intervenuti.
Ho trovato la comunicazione offensiva e scoraggiante. Scoraggiante, perché se Lei, dopo oltre tre ore di discussione, non
ha trovato nient’altro da dire che esigere riconoscimenti per la Sua posizione istituzionale, come Lei la intende, senza
avanzare neanche una proposta per fare avanzare l’agenda dei punti prioritari per la nostra comunità in Canada, ne
deduco che ha poco da offrire in termini di iniziative serie ed entrature reali nella comunità nella quale risiede. Offensiva,
perché attribuirmi affermazioni infondate lo considero un insulto, data la natura di quelle affermazioni, e non di poco
conto. Voglio pensare che, passata la foga della discussione, Lei vorrà correggerle e scusarsene insieme ai Suoi colleghi.
Per coloro che leggeranno questa mia per conoscenza, e anzitutto per l’On. Bucchino, mi affretto per parte mia a
confutarle, rallegrandomi che alla riunione fossero presenti anche altri testi.
Non ho mai dato del "coglione" a nessuno e meno che mai mi sognerei di darlo all’On. Bucchino, persona che gode di
tutta la mia stima; e non ho mai pronunciato il resto della frase che Lei mi attribuisce. A proposito della necessità di
migliorare dei nostri servizi consolari, che tutti condividiamo, ho detto semplicemente che la assunzione di ulteriore
personale a contratto era un rimedio alla portata del Governo, se avesse ritenuto di ricorrere alla misura, e che persone
come l’On. Bucchino, nella loro attuale posizione, avrebbero saputo benissimo come richiederla senza bisogno di
suggerimenti di chicchessia.
Non ho mai detto che Governi di sinistra non avrebbero fatto nulla riguardo a questo stesso problema. Tutt’altro: ho anzi
citato come precedente significativo per rapidità ed efficienza l’impegno dell’On. Fassino nella veste di Sottosegretario agli
Esteri allorché si trattò di assumere centinaia di nuovi contrattisti in vista del nostro ingresso nel sistema di Schengen.
Non ho mai affermato che i Comites sarebbero da chiudere, né ho mai fatto nel corso della riunione affermazioni,
lapidarie o prolisse, sugli enti gestori in Canada. Negli undici mesi trascorsi nelle mie funzioni non ho mai mancato di
incontrare i Comites in tutte le località che ho finora visitato. Per rinfrescarLe la memoria Le mando anche copia di un
articolo che riferisce del mio incontro con Comites e Associazioni di Montreal, con foto che mi ritrae tra Lei e la Presidente
Giordano. Anche se le mie non sono funzioni consolari, ho considerato mio dovere sentirli tutti, così come ho incontrato
dappertutto anche i rappresentanti delle Associazioni, in quanto tali e nella loro specificità, fossero o meno membri del
Comites. Nella riunione del 22 novembre ho viceversa affermato, in materia di preservazione della lingua italiana in
Canada, che quanto avevo visto e sentito in ambito Comites e tra le Associazioni mi induceva a pensare che questi
soggetti non sarebbero stati in grado di garantirne la sopravvivenza senza una mobilitazione di impegno che investisse
tutti i settori delle nostre comunità di origine italiana, fossero o meno rappresentati nei Comites.
Passo ora al punto sollevato da Lei e dai Suoi colleghi riguardo la Vostra rappresentatività. La Sua pretesa di sindacare su
chi della comunità italiana (in realtà, per lo più, di origine italiana) io debba incontrare nell’esercizio delle mie funzioni e
chi no, e di considerare "segrete" le riunioni alle quali Lei non sarebbe presente, è semplicemente assurda. L’ho detto nel
corso della riunione e mi stupisco che Lei insista ancora su questo punto. Mi pare che ognuno ha una sua propria funzione
da svolgere. Per quanto mi riguarda, nessuno degli articoli di Legge da Lei citati mi impedisce di avere in Canada i
contatti che reputo necessari per fare avanzare, tra gli altri obiettivi, anche l’interesse delle nostre comunità. Mi auguro
che in questa direzione l’azione dei membri del CGIE e quella dell’Ambasciata si sommino costruttivamente. Anche per il
futuro, come ho già fatto nel corso della riunione, terrò Lei e gli altri membri del CGIE al corrente di strategie e
programmi in questa materia. Mi aspetto, d’altra parte, che da parte Vostra vi sia un contributo di iniziative e proposte
che potenzino gli effetti di una azione comune. Mi aspetto anche che ciò possa avvenire senza inutili protagonismi e con
civiltà di modi, senza di che ogni dialogo si rivelerebbe impossibile". (aise)
Editrice SOGEDI s.r.l. - Reg. Trib. Roma n°15771/75