Servizi del Giorno

 

25/05/2007 

ore 16.37 

Italiani nel mondo 

IL PRESIDENTE DI ITALIDEA BARGHINI A LIBERATI (COMITES CHICAGO): SENZA LE VERIFICHE SIAMO ALLE SOLITE CHIACCHIERE DA BAR  

CHICAGO\ aise\ - Non si lascia attendere la risposta del presidente dell'Ente di Assistenza Scolastica di Chicago, Italidea, alla lettera del presidente del COMITES di Chicago, Angelo Liberati. (vedi AISE del 24 maggio, h. 17.52),
"La richiesta di Liberati – esordisce la Barghini - è molto puntuale in quanto immediatamente successiva ad una ulteriore missiva inviata da Italidea ieri (24 maggio 2007) all'indirizzo dell'Ufficio del Direttore Generale per gli Italiani all’Estero, del Direttore Generale per il Personale ed all'Ambasciata d’Italia a Washington". In tale missiva, continua la Barghini, Italidea si professa "pienamente disponibile a qualsiasi tipo di verifica e controllo circa il proprio operato da parte del superiore Ministero. Italidea ha sempre risposto e giustificato in modo puntuale ed esaustivo ogni e qualsiasi rilievo sollevato dal Console Sgrò circa l'opportunità e la congruità di utilizzo dei fondi Ministeriali che sulla scelta della coordinatrice di Italidea, peraltro, insegnante fortemente apprezzata di Italidea, munita di laurea italiana in Lingue e Letteratura Straniere conseguita con il massimo dei voti e diploma post-laurea presso la prestigiosa Loyola University, selezionata dall'Ente con il diretto contributo, supervisione e gradimento del dirigente dell'Ufficio Scolastico presso il Consolato e della direttrice dell'Istituto di Cultura a Chicago". L'ente, scrive la Barghini, non può continuare ad accettare accuse di mancanza di "morigeratezza" "da parte di chi, in prima persona, si rende responsabile di abusi d'ufficio. Questo Ente auspica l'immediato intervento dei competenti uffici ispettivi del MAE, affinché si proceda con una attenta e puntuale verifica dell'operato del Console Sgrò durante il suo mandato presso il Consolato di Chicago".
"Il console Sgrò - continua la Barghini - renda conto al Ministero delle spese telefoniche stratosferiche effettuate con telefoni di ufficio per chiamate di suo uso privato. Basta una semplice verifica dei numeri ricorrenti nei tabulati della società telefonica (a disposizione del Consolato) per accertare: la natura di pubblica utilità delle chiamate ovvero l'abuso per motivi personali; e, l'investimento di tempo, altrimenti da dedicare alle prescritte funzioni consolari, sciupato in conversazioni di natura personale".
"Il console Sgrò – aggiunge ancora il presidente di Italidea - renda conto al Ministero del fatto che, non possedendo nemmeno un'autovettura privata, lo stesso pretenda di utilizzare l'autoveicolo di ufficio per uso personale, obbligando, sotto la minaccia di licenziamenti, impiegati del Consolato ad accompagnarlo dappertutto ed anche ad un servizio extra orari di lavoro. Il console Sgrò renda conto al Ministero dei criteri adottati per la distribuzione di fondi pubblici ad emittenti radiofoniche private nella circoscrizione consolare, compresa quella condotta dallo zelante presidente del Comites, Angelo Liberati. Il console Sgrò – prosegue - renda conto al Ministero delle reali attività consolari da lui effettivamente svolte durante il suo mandato e di quante siano effettivamente state organizzate e realizzate da parte dello stesso Sgro".
Sul messaggio del presidente del COMITES di Chicago, la Barghini si limita a rispondere che "è molto strano che Liberati sia venuto a conoscenza di comunicazioni private intercorse fra Italidea ed il Consolato. La lettura attenta dello stesso comunicato lascia intravedere il supporto esterno, neanche troppo celato, del Console Sgrò che si ritiene, non abbia esitato a scrivere la lettera a firma di Liberati evidenziando e stigmatizzando come in quest'ultimi quattro anni di reggenza Sgrò, il COMITES abbia assunto la rappresentanza di "zerbino" dello stesso console. Non può certamente bastare un Comites addomesticato, eletto da una minoranza degli italiani residenti (25-30%?) a dare una valutazione definitiva sull'operato quadriennale di un console". "Vi sono anche – si aggiunge - altre categorie che hanno titolo a dare un giudizio sulla collaborazione data da chi rappresenta l'Italia come console. Occorre quindi rivolgersi agli esponenti politici locali, agli esponenti economici, agli ambienti educativi, accademici e culturali. Consultare l'ambiente dei professionisti espatriati, dei ricercatori, e delle persone qualificate che dall'Italia si attendono un rafforzamento dei rapporti in tutti i campi. Sentire i consoli dell'Unione Europea ed infine tutti i dipendenti, presenti e passati che hanno prestato servizio in Consolato. Il Comites non è tutto".
A Liberati, la Barghini chiede sostanza e sollecita l'enumerazione delle reali attività svolte dal Comitato al fine di sostanziare le pretese di effettiva "rappresentanza eletta della comunità italiana nel Midwest". Altrimenti, dice la Barghini, "caro presidente Liberati, le sue sono le solite chiacchiere da bar".
La Barghini chiude il comunicato dicendo "una volta predisposte le suddette verifiche ed accertato il reale stato dei fatti si potrà parlare di integrità, morigeratezza, rappresentatività e del vero significato del termine servizio pubblico. Mi creda". (aise)