Inviato da la redazione di Gente d'italia il 11 aprile 2008 alle 10:06:34:
Rocca denuncia al Mae e alla Procura di Roma
le irregolarità di Sassi e del Comites di Miami
Il console italiano a Miami, Marco Rocca, ha preso posizione sulla vicenda del Comites di Miami che ha utilizzato il bollettino ufficiale della istituzione per la campagna elettorale del presidente pro tempore. Il console Rocca ha, infatti, inviato un dettagliato rapporto al Ministero degli Esteri informandolo che avrebbe anche inoltrato una precisa segnalazione alla Procura della Repubblica di Roma, territorialmente competente per i reati commessi all’estero, allegando l’esposto preannunciato dal nostro giornale. nonché tutti gli articoli che in questi giorni abbiamo pubblicato sulla delicata e scandalosa questione. La notizia, filtrata nella mattinata dal Ministero, ha trovato conferma e più precisi dettagli nel pomeriggio sempre da ambienti della Farnesina dove da alcuni giorni si assisteva con preoccupata attenzione allo sviluppo della vicenda che potrebbe comportare imprevedibili risvolti penali a vari livelli. A quanto è dato sapere il console Rocca avrebbe inviato un telex abbastanza dettagliato al Ministero degli Esteri nel quale sarebbe stata ricostruita tutta la storia del Comites di Miami legata a questo uso “privato” del bollettino ufficiale. Per fax il console avrebbe pure mandato una copia del bollettino “incriminato” nel quale appare il presidente pro tempo del Comites di Miami in prima pagina con un suo appello all’elettorato, in ultima pagina tutto lo spazio dedicato ad una pubblicità elettorale e nelle pagine interne una serie di panegirici sempre sulla persona e sull’operato del presidente pro tempore del Comites stesso. La presa di posizione del console Rocca – un atto dovuto in mancanza del quale sia sarebbe potuta ipotizzare perfino una omissione di atti di ufficio – è stata in questi giorni lungamente sollecitata da tutte le forze politiche che si erano sentite non solo escluse ma anche defraudate di un loro diritto. Ed è stato significativo anche il silenzio da parte di tutti gli esponenti del Partito della Libertà, silenzio che ha accompagnato questa “impresa” del presidente pro tempore di Miami. Né il responsabile Esteri del partito di Berlusconi e di Fini né nessuno dei candidati all’estero dello stesso partito se l’è sentita di schierarsi accanto al presidente pro tempore del Comites di Miami o di rilasciare una qualche dichiarazione che lasciasse trasparire un minimo di comprensione umana e politica. L’aver usato il bollettino a fini esclusivamente personali – nemmeno a fini di partito – deve essere stato giudicato un comportamento eccessivo e indifendibile agli stessi esponenti del Pdl. Del resto la vicenda – e non poteva essere diversamente – è stato uno degli argomenti più incisivi che i rappresentanti di sinistra e di destra hanno portato all’attenzione dei votanti come un esempio classico di malcostume e di uso privato delle cose pubbliche. Ora non resta che attendere gli sviluppi. Anche il console Rocca non mancherà di chiarire nelle sedi interessate i motivi per cui ha ritenuto di informare il Ministero e la Procura della Repubblica quando ormai il danno agli altri partiti era stato largamente e lungamente consumato.