|
Lavori in corso:
Pubblicazioni Comites:
Nord America
Sud America
Europa:
Chi
sono i Comites:
| I COMITES
sono organi elettivi che rappresentano le esigenze dei cittadini italiani
residenti all'estero nei rapporti con gli Uffici consolari, con i quali
collaborano per individuare le necessità di natura sociale, culturale
e civile della collettività italiana. |
| I COMITES,
in collaborazione, oltre che con le Autorità consolari, anche con
le Regioni e le autonomie locali nonchè con Enti e Associazioni
operanti nella circoscrizione consolare, promuovono, nell'interesse della
collettività italiana, tutte quelle iniziative ritenute opportune
in materia di vita sociale e culturale, assistenza sociale e scolastica,
formazione professionale, settore ricreativo e tempo libero. |
| I COMITES,
d'intesa con le Autorità consolari, possono rappresentare le istanze
della collettività italiana residente nella circoscrizione alle
Autorità e alle Istituzioni locali. |
I COMITES
sono composti da 12 o 18 membri, a seconda del numero dei connazionali
residenti in ciascuna circoscrizione consolare e durano in carica cinque
anni. |

Legge:
LEGGE 23
ottobre 2003, n. 286
Norme relative alla disciplina dei
Comitati degli italiani all'estero. (G.U. 250 del 27.10.2003)
La Camera dei deputati ed il Senato
della Repubblica hanno approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga...
LEGGE
|
Schema:
Schema
di decreto
del Presidente della Repubblica
recante regolamento di attuazione della legge 23 ottobre 2003, n. 286,
recante Norme relative alla disciplina dei Comitati degli italiani all’estero.
(Approvato dal Consiglio dei Ministri il 27.11.2003)
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Emana...
SCHEMA
|
Comites USA:
Comites mondo:
Comites Chicago:
| PER CONSULTARE EVENTI CONCERNENTI
ELEZIONI DEL COMITES 2004 PER LA CIRCOSCRIZIONE CONSOLARE DI CHICAGO E
TUTTE LE LEGGI E REGOLAMENTI VIGENTI SELEZIONA
"ELEZIONI" |
Dal
Consolato
It.Card
Passaporto
Elettronico
Adempimenti
Fiscali
|
Iscrizione all'A.I.R.E.
(Anagrafe
degli Italiani Residenti all’ Estero)
Utile promemoria dai consolati informa
che solo il possesso di notizie complete ed aggiornate sullo stato anagrafico
può contribuire a consentire il Consolato Generale di erogare rapidamente
i servizi richiesti, nonché di porre in condizione di esercitare
pienamente i propri diritti, non ultimo quello relativo al voto per corrispondenza. |
CGIE
GLI
INTERVENTI ALLA PLENARIA DEL CGIE
Maggio 2007 - 9 Colonne: Danieli,
Carozza, Narducci, Bafile, Romagnoli, Fedi, Pallaro, Micheloni, Cassola,
Badaloni, Marino, Tremaglia, Lombardi, Longo. |
|
Conosciamo il CGIE:
Rappresentanti USA:
ItaliaUSA - 28 giugno 2004
L'assemblea riunitasi il 26 e 27
giugno c.m. all'ambasciata italiana di Washington, DC, e composta da circa
200 delegati rappresentanti gli 11 COMITES USA e varie associazioni italo-americane,
ha eletto i cinque nuovi rappresentanti CGIE che sono: |
| NESTICOPasquale, Filadelfia; |
| MANGIONE Silvana, New York; |
| CENTOFANTI Vincenzo, Filadelfia |
| DELLE NEBBIA Valter, Houston |
| SORRISO Augusto, Newark |
| Con Silvana Mangione ed Enzo Centofanti
che continuano la loro carica assieme ai tre nuovi eletti Pasquale Nestico,
Valter Della Nebbia e Augusto Sorriso, il CGIE si assicura un soddisfacente
bilancio di esperienza e rinnovamento. L'unica preoccupazione di
alcuni è che 4 dei 5 eletti risiedono nell'immediata zona di New
York e che il resto degli Stati Uniti non sarà adeguatamente rappresentato. |
|
ALTRE
INFO
Indirizzi utili:
Elezioni
2008
|
2006
|
Multimedia
Agenzie Stampa:
Quotidiani:
Indice
di popolarità:
(www.comites.org)
OTTOBRE 2009
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Nazione
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Hits
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USA
Italy
Altre Nazioni
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(Totale
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22.961) |
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Notiziario
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RIFORMA
COMITES E CGIE/ FEDI (PD): LA SINTESI NON RENDE BENE IL SENSO DEL DIBATTITO
Giovedì 22 Settembre 2011
- ROMA\ aise\ - "In Commissione Affari Esteri ho parlato di "senso di responsabilità"
nell’assolvere il nostro compito di parlamentari. Ho ribadito che sentiamo
la necessità di una riforma degli organismi di rappresentanza ma
che questa non è certamente prioritaria, in particolar modo in questo
momento di tagli e riduzioni di bilancio in cui le riforme vere, di cui
avremmo bisogno, vengono accantonate.
Ho parlato di proposta arrivata dal
Senato largamente insufficiente. Ho ricordato che dobbiamo avere ampi spazi
di dibattito per garantire, anche alla Camera, i necessari approfondimenti
e che dobbiamo seguire l’evoluzione della riforma costituzionale e della
legge ordinaria che regola l’esercizio in loco del diritto di voto perché
entrambe sono alla base dell’impianto complessivo della proposta di riforma
di Comites e Cgie approvata dal Senato". È quanto riassume l’onorevole
Marco Fedi (Pd) all’indomani del suo intervento in Commissione durante
il dibattito sulla riforma di Comites e Cgie.
"Nello sforzo di sintesi spesso si
perde il senso politico delle cose dette", osserva ancora il deputato eletto
in Australia. "Il Governo, ad esempio, attraverso le parole del sottosegretario
Mantica, ha detto alcune cose che sono fondamentali per capire dove siamo
collocati in rapporto alla riforma degli organismi di rappresentanza e
che non sono riportate nella sintesi. Ha indicato dei tempi, entro la metà
del 2012 per completare l’iter, ha parlato di "soluzione di scorta", che,
in assenza di una interpretazione autentica delle intenzioni del Governo,
potrebbe essere l’eventuale ricorso da parte del Governo a un "decreto",
ove l’iter incontrasse ostacoli alla Camera – soluzione che avrebbe comunque
almeno il pregio di fare chiarezza – ed ha parlato di "possibili altri
tagli a seguito dell’approvazione della manovra economica" non escludendo
l’ipotesi che i tagli possano riguardare anche Comites e Cgie".
Per Fedi, dunque, "occorre tener
conto di tutti questi elementi che non abbiamo potuto porre direttamente
all’attenzione del sottosegretario Mantica, assente in sede di seguito
del dibattito in Commissione. Credo sia utile, in questa condizione complessiva
chiedere al CGIE, che si riunisce dal 12 al 14 ottobre, una riflessione
anche su elementi che non appaiono nelle sintesi dei lavori parlamentari".
(aise) |
RIFORMA
COMITES CGIE: ALLA CAMERA PROSEGUE LA DISCUSSIONE IN COMMISSIONE ESTERI
Giovedì 22 Settembre 2011
- ROMA\ aise\ - Nella seduta di ieri pomeriggio, la Commissione Affari
Esteri della Camera ha proseguito l’esame della riforma di Comites e Cgie
iniziata la settimana scorsa con le relazioni introduttive degli onorevoli
Stefani (Lega) e Narducci (Pd). Sono intervenuti gli onorevoli
Fabio Porta (Pd), Marco Zacchera (Pdl), Marco Fedi (Pd), Guglielmo
Picchi (PdL), Francesco Tempestini (Pd) e Roberto Antonione (PdL).
Assente il sottosegretario Mantica. LEGGI
l'articolo integrale. |
A
HOUSTON COMITES E CONSOLATO PROMUOVONO UN CONCORSO LETTERARIO PER GLI STUDENTI
DI ITALIANO
Mercoledì 14 Settembre 2011
- HOUSTON\ aise\ - In occasione dell’XI Settimana della Lingua nel Mondo,
il Comites di Houston, in cooperazione con il Consolato generale d’Italia,
promuove un concorso letterario rivolto agli studenti iscritti ai corsi
di italiano delle High Schools della Circoscrizione Consolare (Stati del
Texas, Louisiana, Oklahoma ed Arkansas).
Obiettivo dell’iniziativa, spiega
il presidente Vincenzo Arcobelli, quello di divulgare la cultura e la lingua
italiana tra i giovani ed invogliarli a partecipare agli eventi culturali
proposti, promuovendo, allo stesso tempo, il programma AP.
Tre le categorie individuate: elementare/intermedio,
avanzato di madre lingua italiana ed avanzato non di madre lingua.
Coloro che desiderano partecipare
al concorso dovranno registrarsi entro il 30 settembre 2011 compilando
il modulo di iscrizione ed inviandolo all’indirizzo di posta elettronica:
culturale.houston@esteri.itQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo
spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .
Ai partecipanti viene richiesto di
eseguire un elaborato, attraverso il genere letterario a loro più
congeniale: saggio breve, racconto breve o poesia, sviluppando uno dei
seguenti temi: La moda italiana durante il Risorgimento; I film italiani
sul Risorgimento; Giuseppe Verdi ed il Risorgimento; Giuseppe Garibaldi;
Le donne italiane del Risorgimento; Musica e patriottismo: le canzoni italiani
che “fecero” l’Italia; Gli scrittori italiani del Risorgimento.
Tutti gli elaborati dovranno devono
pervenire entro e non oltre il 20 ottobre 2011 al Consolato Generale d’Italia
(1300 Post Oak Boulevard Suite 660 Houston Tx 77056) e per posta elettronica
all’indirizzo: culturale.houston@esteri.itQuesto indirizzo e-mail è
protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .
Gli elaborati saranno valutati da
una Commissione composta da cinque membri in rappresentanza di Comites,
Consolato, Ente Gestore Scuola d’Italiano/Fiao e University of Houston.
La commissione comunicherà
i nomi dei primi classificati entro il 20 novembre 2011. Per i vincitori
premi sino a mille dollari. (aise) |
BERARDI
(PDL) INCONTRA ERMANNO FILOSA (COMITES RD) A SANTO DOMINGO
Lunedì 01 Agosto 2011 19:31
- SANTO DOMINGO\ aise\ - Sabato scorso, 30 luglio, il deputato del
PdL eletto nella ripartizione estera Nord e Centro America Amato Berardi
ha incontrato a Santo Domingo il presidente del Comites e responsabile
PdL per Repubblica Dominicana e Caraibi, Ermanno Filosa.
"Un incontro cordiale", riferisce
Filosa, "durante il quale l'on. Berardi ed io abbiamo potuto affrontare
diversi temi: dalla politica italiana a quella che riguarda gli italiani
all'estero. In particolare, con Berardi abbiamo parlato del PdL nel Mondo,
del PdL nel Nord e Centro America: il partito va rilanciato e organizzato
come si deve, su questo l'eletto all'estero ed io siamo in perfetta sintonia".
L'incontro fra Filosa e Berardi,
al quale era presente anche il segretario del Comites Franco Gussio,
si è tenuto all'Hotel Hilton di Santo Domingo.
Gussio ha illustrato a Berardi l'attività
del Comites svolta durante gli ultimi anni.
"Ho apprezzato l'approccio diretto
di Amato Berardi nell'affrontare le questioni legate agli italiani nel
mondo e al partito", racconta ancora Filosa. "Gli ho presentato la situazione
della comunita' italiana residente nell'isola caraibica e ho cercato di
dargli una fotografia della situazione che in questo periodo la Repubblica
Dominicana si trova ad affrontare, a livello economico, sociale e politico".
"Posso certamente dichiararmi soddisfatto
dell'incontro e sono certo che con l'on. Berardi continueremo a stare in
contatto per lavorare insieme ad un vero rilancio del partito nel Centro
America".
Berardi ha espresso a Filosa l'intenzione
di voler tornare a Santo Domingo dopo la pausa estiva, per approfondire
il tema legato al PdL nel Mondo e, insieme, coordinare iniziative sul territorio.
(aise) |
COMITES
E TANTA SICILIA A DETROIT PER LE CELEBRAZIONI DEL 150° DELL’UNITÀ
D’ITALIA
DETROIT\ aise\ - Mercoledì
13 Luglio 2011 - La Federazione Siciliana del Michigan ha avuto un ruolo
di primo piano nelle celebrazioni del 150° dell'Unità d’Italia,
organizzate nella Circoscrizione di Detroit da un Comitato presieduto dal
console generale d’Italia Marco Nobili e dai Comites, con il pieno sostegno
e la partecipazione della Dante Alighieri e della numerosa comunità
italo-americana, con le sue associazioni, i club e i comitati.
È stato un evento straordinario,
ha riferito Rosolino Lo Duca, coordinatore della Federazione Siciliana
del Michigan e delegato di Sicilia Mondo. Sono state tre le manifestazioni
dedicate ai 150 anni d’Italia, a partire dal 25 marzo con una manifestazione
su "Garibaldi, Mito e Paradigma". Ospite d’onore Francesco Garibaldi-Hibbert,
discendente del Generale Giuseppe Garibaldi. Nel corso della giornata è
stato poi un susseguirsi di spettacoli con cori, musiche e una mostra fotografica
sulla storia dell’Unificazione d’Italia.
Il 3 aprile le celebrazioni sono
proseguite con la presentazione dello spettacolo teatrale "L’Opera e l’Unità
d’Italia", durante il quale la storia del Risorgimento è stata narrata
da John Zanetti e dal soprano Angela Papale, accompagnata al piano da Fabio
Marra.
Infine il 5 giugno si è tenuta
la manifestazione "L’Unità della Repubblica Italiana" con la presentazione
di video sugli eventi salienti dell’Unificazione d’Italia, evento celebrato
in concomitanza con i festeggiamenti del 65° anniversario della Repubblica
Italiana.
La Federazione Siciliana del Michigan
ha partecipato compatta ai tre eventi con i rappresentanti di numerose
associazioni siciliane ad essa aderenti: Lodge Digli della Sicilia, Downrivers
Sicilia Club, Conca D’oro Club, Montelepre Club, Associazione San Vito
Lo Capo, Terrasini Club, Marsala Club, Balestrate Club, Grammichele Club,
Società Santa Fara di Cinisi, Trappeto Club, Associazione San Giuseppe
di Cinisi, Associazione Maria SS Custonaci, Mazzara del Vallo Club e Associazione
Madonna del Ponte.
"La celebrazione dei 150 dell’Unità
d’Italia", scrive oggi Rosolino Lo Duca, "è stato un evento straordinario
che ha coinvolto in pieno l’intera comunità italo-americana, al
di là di ogni previsione. La storia d’Italia è stata rivendicata
come motivo di orgoglio per la sua storia, il suo patrimonio culturale,
la prestigiosa posizione italiana nel contesto internazionale".
"L’italianità coinvolge ancora
e riaggrega l’intera comunità. In modo particolare le persone anziane",
conclude Lo Duca. "Commozione ha creato l’inno nazionale di Mameli. Anche
nei giovani è scattata la molla dell’identità italiana in
un società plurale dove non tutti hanno la storia, le tradizioni
e la cultura italiana". |
ABOLIRE
IL CGIE: PEDICA CI RIPROVA/ ALLA COMMISSIONE ESTERI IL NUOVO DDL DEL SENATORE
IDV
ROMA\ aise\ - Giovedì 16 Giugno
2011 12:20 - "Nuove norme in materia di disciplina dei Comitati degli italiani
all'estero": questo il nuovo ddl presentato dal senatore Idv Stefano Pedica
che ieri è stato assegnato alla Commissione Affari Esteri di Palazzo
Madama.
Obiettivo del provvedimento, valorizzare
i Comites e abolire il Cgie: le stesse richieste avanzate da Pedica durante
l’esame della riforma ma non recepite nel testo unificato poi approvato
dal Senato.
Questo nuovo ddl, una volta calendarizzato,
inizierà l’esame dalla sede referente per poi essere sottoposto
ai pareri Commissioni Affari Costituzionali, Bilancio, Istruzione pubblica,
beni culturali, Industria e Lavoro.
"Il presente disegno di legge, dopo
il precedente disegno di legge n. 1557, la sua discussione in commissione
e la stesura di un testo unificato che però non ne recepisce le
parti essenziali e innovative, - scrive Pedica nella presentazione – è
volto a ribadire la ferma volontà di riformare la disciplina degli
italiani residenti all’estero, semplificando e rendendo efficiente il panorama
generale delle forme e degli istituti di rappresentanza degli stessi e
promuovendo una più efficace tutela dei loro interessi e dei loro
diritti. Si ritiene quindi opportuno e necessario ripresentare un nuovo
disegno di legge apportando alcune modifiche".
Tre gli articoli che compongono il
testo.
"Art. 1. (Modifiche alla legge 23
ottobre 2003, n. 286)
1. L’articolo 1 della legge 23 ottobre
2003, n. 286, è sostituito dal seguente:
"Art. 1. – (Istituzione dei Comitati
degli italiani all’estero). –
1. In ogni circoscrizione consolare ove
risiedono almeno ventimila cittadini italiani iscritti nell’elenco aggiornato
di cui all’articolo 5, comma 1, della legge 27 dicembre 2001, n. 459, è
istituito, con decreto del Ministro degli affari esteri, un Comitato degli
italiani all’estero (COMITES), di seguito denominato «Comitato».
2. In casi particolari, tenuto conto
delle dimensioni della circoscrizione consolare e della presenza di consistenti
nuclei di cittadini italiani, con decreto del Ministro degli affari esteri,
di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono istituiti
più Comitati all’interno della medesima circoscrizione consolare.
Il decreto ministeriale, istitutivo di più Comitati, delimita anche
i rispettivi ambiti territoriali di competenza.
3. In aree geografiche particolari, caratterizzate
da presenza di cittadini italiani distribuita su un territorio molto ampio,
può essere istituito, con decreto del Ministro degli affari esteri,
di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, un Comitato
che faccia riferimento a più circoscrizioni consolari, anche in
deroga alla soglia di cui al comma 1. In ogni caso, anche nel caso descritto
al periodo precedente, al fine di garantire l’adeguata rappresentanza delle
comunità di minore entità, è istituito un Comitato
in ciascun Paese nel quale risiedono almeno cinquemila cittadini italiani.
Il Comitato ha sede nella circoscrizione consolare nella quale risiede
la comunità italiana più numerosa».
2. L’articolo 2 della legge 23 ottobre
2003, n. 286, è sostituito dal seguente:
«Art. 2. - (Compiti e funzioni
del Comitato). –
1. I Comitati sono organi di rappresentanza
delle comunità italiane all’estero presso tutti gli organismi che
determinano politiche idonee ad interessare le comunità medesime.
2. I Comitati, in aderenza ai princìpi
affermati dagli articoli 3 e 35 della Costituzione, hanno il fine di promuovere
e agevolare lo sviluppo delle condizioni di vita delle comunità
italiane all’estero e dei loro singoli componenti, di rafforzare il collegamento
di tali comunità con la vita politica, culturale, economica e sociale
dell’Italia, di assicurare la più efficace tutela dei diritti degli
italiani all’estero e di facilitarne il mantenimento dell’identità
culturale e linguistica, l’integrazione nelle società di accoglimento
e la partecipazione alla vita delle comunità locali, nonché
di facilitare il coinvolgimento delle comunità italiane residenti
nei Paesi in via di sviluppo nelle attività di cooperazione allo
sviluppo e di collaborazione nello svolgimento delle iniziative commerciali
aventi come parte principale l’Istituto nazionale per il commercio estero,
le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e le altre
forme associative dell’imprenditoria italiana.
3. La rappresentanza diplomatico – consolare
italiana informa le autorità locali dell’istituzione del Comitato
e del tipo di attività svolta. Il Comitato, previa intesa con le
autorità consolari, può rappresentare istanze della collettività
italiana residente nella circoscrizione consolare alle autorità
e alle istituzioni locali, con esclusione delle questioni che attengono
ai rapporti tra Stati.
4. La rappresentanza diplomatico – consolare
rende partecipe il Comitato degli incontri ufficiali con le autorità
locali sulle questioni di interesse della comunità rappresentata,
con esclusione di quelle che attengono ai rapporti tra Stati.
5. Per l’attuazione dei fini di cui ai
commi 1, 2, 3 e 4 ciascun Comitato provvede a:
a) esaminare, in armonia con lo sviluppo
politico, culturale, economico e sociale dell’Italia, i problemi delle
comunità italiane all’estero, in particolare per quanto attiene
alle condizioni di vita e di lavoro dei singoli e delle comunità
medesime nel loro insieme, alla formazione scolastica e professionale,
al reinserimento in attività produttive ed alle altre esigenze di
coloro che decidono di rimpatriare;
b) formulare, su richiesta del Ministro
degli affari esteri, pareri e, di propria iniziativa, proposte e raccomandazioni,
in materia di iniziative legislative o amministrative dello Stato o delle
regioni, accordi internazionali e normative comunitarie concernenti le
comunità italiane all’estero;
c) promuovere studi e ricerche su materie
riguardanti le comunità italiane nel mondo, collaborando alla organizzazione
e alla elaborazione degli stessi;
d) verificare e promuovere i processi
di integrazione delle comunità italiane nelle strutture sociali
ed economico-produttive del Paese ospitante e di valorizzazione dell’identità
nazionale delle comunità italiane all’estero;
e) elaborare una relazione annuale contenente
una valutazione generale degli eventi occorsi nell’anno precedente, della
situazione e dei bisogni della comunità italiana di riferimento.
Il Comitato, inoltre, presenta nella predetta relazione un rapporto con
riferimento alla propria situazione generale, ai propri bisogni, alle attività
svolte ed al rapporto con la rappresentanza consolare nonché un
rapporto programmatico, con proiezione triennale, delle iniziative che
lo stesso intende attuare, comprensivo di osservazioni e proposte per migliorare
il funzionamento delle strutture dei servizi consolari e degli altri enti
italiani eventualmente presenti nel territorio di riferimento. Alla relazione
sono allegati il rendiconto consuntivo ed il bilancio preventivo di cui
all’articolo 3. Le relazioni ed i bilanci dei singoli Comitati, inviate
ogni anno al Ministero degli affari esteri, sono raccolte in un unico documento,
che il Ministro degli affari esteri presenta al Parlamento, nel quale si
valutano gli eventi dell’anno precedente e si tracciano prospettive ed
indirizzi per il triennio successivo;
f) contribuire all’elaborazione della
legislazione economica e sociale idonea a produrre effetti su problematiche
relative all’emigrazione.
6. Ciascun Comitato, anche attraverso
studi e ricerche, contribuisce ad individuare le esigenze di sviluppo sociale,
culturale e civile della propria comunità di riferimento e può
presentare alla rappresentanza diplomatico-consolare contributi utili alla
definizione del quadro programmatico degli interventi nel Paese in cui
opera. A tale fine ciascun Comitato promuove, in collaborazione con l’autorità
consolare, con le regioni e con le autonomie locali, nonché con
enti, associazioni e comitati operanti nell’ambito della circoscrizione
consolare, opportune iniziative nelle materie attinenti alla vita sociale
e culturale, con particolare riguardo alla partecipazione dei giovani,
alle pari opportunità, all’assistenza sociale e scolastica, alla
formazione professionale, al settore ricreativo, allo sport e al tempo
libero della comunità italiana residente nella circoscrizione. Ciascun
Comitato opera per la realizzazione di tali iniziative.
7. Ai componenti dei Comitati non è,
in alcun caso, attribuita la qualifica di pubblici ufficiali.
8. Nell’ambito delle materie di cui ai
commi 1 e 2, l’autorità consolare e il Comitato assicurano un regolare
flusso di informazioni circa le attività promosse nell’ambito della
circoscrizione consolare dallo Stato italiano, dalle regioni, dalle province
autonome e dagli altri enti territoriali italiani, nonché da altre
istituzioni e organismi.
9. L’autorità consolare e il Comitato
indicono riunioni congiunte per l’esame di iniziative e progetti specifici
ritenuti di particolare importanza per la comunità italiana.
10. Nel rispetto delle norme previste
dagli ordinamenti locali e delle norme di diritto internazionale e comunitario,
al fine di favorire l’integrazione dei cittadini italiani nella società
locale e di mantenere i loro legami con la realtà politica e culturale
italiana, nonché per promuovere la diffusione della storia, della
tradizione e della lingua italiana, il Comitato:
a) coopera con l’autorità consolare
nella tutela dei diritti e degli interessi dei cittadini italiani residenti
nella circoscrizione consolare, con particolare riguardo alla difesa dei
diritti civili garantiti ai lavoratori italiani dalle disposizioni legislative
vigenti nei singoli Paesi;
b) collabora con l’autorità consolare
ai fini dell’osservanza dei contratti di lavoro e dell’erogazione delle
provvidenze accordate dai Paesi ove il Comitato ha sede a favore dei cittadini
italiani;
c) segnala all’autorità consolare
del Paese ove il Comitato ha sede le eventuali violazioni di norme dell’ordinamento
locale, internazionale e comunitario che danneggiano cittadini italiani,
eventualmente assumendo, nei limiti consentiti dallo stesso ordinamento,
autonome iniziative nei confronti delle parti sociali. L’autorità
consolare riferisce al Comitato la natura e l’esito degli interventi esperiti
a seguito di tali segnalazioni;
d) esprime pareri sulle iniziative che
l’autorità consolare intende intraprendere in relazione alle materie
di cui al comma 6;
e) formula proposte all’autorità
consolare nell’ambito delle materie di cui al comma 6, sia in fase di delibera
di impegno di spesa che di programmazione annuale;
f) esprime parere obbligatorio, entro
un mese dalla data della richiesta, sulle documentate richieste di contributo
che enti e organismi associativi, che svolgono attività sociali,
assistenziali, culturali e ricreative a favore della collettività
italiana, presentano al Governo, alle regioni ed alle province autonome;
g) esprime parere obbligatorio, entro
un mese dalla data della richiesta, sui contributi accordati dalle amministrazioni
dello Stato ai locali mezzi di informazione;
h) esprime parere obbligatorio circa
le somme stanziate sui capitoli del bilancio dello Stato in favore delle
comunità italiane all’estero;
i) esprime parere sulle proposte del
Governo in materia di riforma dei servizi consolari, scolastici e sociali;
l) esprime parere obbligatorio sulle
questioni concernenti le comunità italiane all’estero affrontate
dal Governo e dalle regioni.
11. L’autorità consolare e il
Comitato ricevono periodicamente informazioni sulle linee generali dell’attività
svolta nella circoscrizione consolare dai patronati di cui alla legge 30
marzo 2001, n. 152, nel rispetto della normativa nazionale e locale.
12. Il Comitato adotta un regolamento
interno che disciplina la propria organizzazione e le modalità di
funzionamento.
13. Il Comitato è composto dal
presidente e:
a) da nove membri per le comunità
fino a cinquantamila residenti;
b) da dodici membri per le comunità
composte da un numero di residenti compreso tra cinquantamila e centomila;
c) da diciotto membri per le comunità
composte da un numero di residenti superiore a centomila.
14. Ai fini della determinazione del
numero dei membri del Comitato, la consistenza delle comunità è
quella risultante alla data del 31 dicembre dell’anno precedente le elezioni
dall’elenco dei cittadini residenti di cui all’articolo 5, comma 1, della
legge 27 dicembre 2001, n. 459.
15. Sono eleggibili a membri del Comitato
i cittadini italiani residenti nella circoscrizione elettorale e candidati
in una delle liste presentate, purché iscritti nell’elenco aggiornato
di cui all’articolo 5, comma 1, della legge 27 dicembre 2001, n. 459, e
in possesso dei requisiti per essere candidati alle consultazioni elettorali
amministrative. La candidatura è ammessa soltanto in una circoscrizione
e per una sola lista. Nel caso di candidatura in più circoscrizioni
o in più liste, il candidato non è eleggibile. Chi ha ricoperto
per due mandati la carica di membro del Comitato non è rieleggibile
alla medesima carica.
16. Hanno diritto di voto per l’elezione
dei Comitati i cittadini italiani iscritti nell’elenco aggiornato di cui
all’articolo 5, comma 1, della legge 27 dicembre 2001, n. 459, che sono
residenti da almeno un anno nella circoscrizione elettorale e che sono
elettori ai sensi del testo unico delle leggi per la disciplina dell’elettorato
attivo e per la tenuta e la revisione delle liste elettorali, di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223».
3. Entro tre mesi dalla data di entrata
in vigore della presente legge, al fine di garantire una equa distribuzione
territoriale dei Comitati degli italiani all’estero di cui all’articolo
1 della legge 23 ottobre 2003, n. 286, come sostituito dal comma 1 del
presente articolo, il Ministro degli affari esteri, sentiti gli stessi
Comitati ed i parlamentari eletti nella circoscrizione Estero, ridetermina,
con proprio decreto, ai sensi del citato articolo 1 della legge n. 286
del 2003, il numero e le sedi dei Comitati medesimi.
Art. 2. (Abrogazione)
1. La legge 6 novembre 1989, n. 368,
è abrogata.
Art. 3. (Disposizioni finanziarie)
1. Le somme di cui all’articolo 16 della
legge 6 novembre 1989, n. 368, e successive modificazioni, sono versate
all’entrata del bilancio dello Stato e sono riassegnate ai capitoli 3081
e 3103.
2. Il Ministro dell’economia e delle
finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
variazioni di bilancio". (aise)
|
LA RIFORMA GARANTISCE
LA RINASCITA DI COMITES E CGIE – DI RAFFAELE FANTETTI
ROMA\ aise\Lunedì 30 Maggio
2011 - Il 25 maggio scorso, l'Assemblea del Senato della Repubblica
ha approvato con i 123 voti espressi a favore dalla maggioranza (PDL, LEGA,
Coesione Nazionale) rispetto ai 102 voti contrari espressi dalle opposizioni
(PD, IDV, Terzo Polo) ed 1 astenuto (Randazzo), la riforma dei COMITES
(Comitati degli italiani all'estero) e del CGIE (Consiglio Generale degli
italiani all'estero). Il provvedimento ora passerà all'esame della
Camera, prima in Commissione Affari Esteri e poi nell’Aula di Montecitorio.
Diverse le novità introdotte
dall'Atto Senato n. 1460 “Nuove norme in materia di rappresentanza degli
italiani all’estero” nella normativa di settore con l'obiettivo di rivedere
il ruolo degli organismi di rappresentanza (anche alla luce della creazione
dei parlamentari eletti all’estero ex successiva legge 459/2001), introdurre
semplificazioni e risparmi, rendere il CGIE espressione diretta dei Comites
e disciplinare la materia in un’unica legge.
Per quanto riguarda il CGIE, mentre
la legge vigente prevede due terzi dei membri eletti dalle collettività
all’estero ed un terzo, di nomina governativa (espressione di associazioni,
partiti, sindacati, patronati e altri enti), la riforma elimina quest'ultima
componente ed -in linea con la più generale riforma federalista
dello Stato- introduce la presenza degli assessori regionali all’emigrazione
nonché dei presidenti dell’Associazione Nazionale Comuni italiani
(ANCI) e dell’Unione delle Province italiane (UPI). La riforma approvata
dal Senato stabilisce inoltre che del CGIE sono membri di diritto i Presidenti
Intercomites (i Comitati che in ogni Stato riuniscono i Presidenti dei
vari Comites) ed i rimanenti membri vengono eletti dai rappresentanti Comites
di ogni Paese (e solo da loro) al proprio interno: il Consiglio diventa
quindi una sintesi dei Comites e un trait d’union tra questi e le istituzioni.
I membri scendono da 94 a 82, l’ufficio di presidenza da 17 a 5. Le assemblee
plenarie da due ad una, quelle continentali da quattro a due. Prima, ai
lavori partecipavano (senza voto) i rappresentanti di un folto gruppo di
amministrazioni ed enti previsti per legge insieme ad altre, fino a 20,
ulteriori personalità (queste ultime con rimborso di viaggio e soggiorno).
Con la riforma, del primo gruppo resta solo il responsabile della Direzione
Generale degli Italiani all'estero (MAE DGIT), mentre il numero delle personalità
invitabili - ma solo alla plenaria - viene dimezzato.
Per quanto riguarda i Comites, il
numero si riduce da 124 a poco più di 80 con un solo Comites per
circoscrizione consolare e soglie innalzate, oltre che differenziate per
area geografica (dai 20 mila necessari in Europa ai 5 mila in Africa).
Tali misure sono accompagnate da due novità tese ad assicurare un’adeguata
rappresentanza: a) la soglia Paese (per garantire anche le collettività
di minore entità, viene comunque istituito un Comitato se nel Paese
ci sono almeno 5 mila italiani); b) i Comitati non elettivi (istituiti
nei Paesi in cui non si possa votare, con decreto del MAE ed in misura
non superiore al 10% dei Comitati elettivi). Con la riforma, il numero
dei membri - che non sono pubblici ufficiali - resta di 18 in caso di circoscrizioni
contenenti più di 100 mila italiani, ma si riduce a 9 sotto i 50
mila residenti e 12 solo per i Comitati rappresentanti collettività
tra 50 mila e 100 mila connazionali.
Il Comites non è più
chiamato ad esprimere pareri sulle richieste di contributo di Media locali
e vari enti/associazioni a Stato e Regioni. Redige invece una relazione
annuale sugli interventi delle autorità ed enti italiani a favore
della collettività (con apposito capitolo sul funzionamento del
Consolato) e la trasmette anche ai parlamentari eletti all’estero. Infine,
viene ridotto il numero di firme necessarie per presentare le liste, vengono
stabilite quote per donne e giovani (un terzo dei candidati) ed è
attribuito un premio di maggioranza per la lista che ottiene più
voti. Il presidente non è più eletto all’interno del Comites
ma è il candidato presidente collegato alla lista vincente.
Come detto in Aula, anche in dichiarazione
di voto, la riforma di COMITES e CGIE - due dei tre istituti con base legislativa
dedicati agli Italiani all'estero - costituisce un passaggio di importanza
strategica per la c.d. "Altra Italia".
Diversi gli effetti positivi che si
intendono finalmente produrre.
In primis, sbloccare il rinnovo dei
COMITES le cui elezioni, tramite un veloce passaggio alla Camera dei Deputati,
potrebbero essere indette già prima della fine del 2011. Nessun
organismo rappresentativo può utilmente protrarsi oltre il proprio
mandato naturale, come purtroppo è successo per gli attuali COMITES,
in quanto rischia proprio di perdere sempre più di rappresentatività.
D'altra parte, Noi siamo stati eletti in base ad un programma di riforme
e, dunque, non potevamo non onorare il nostro impegno con gli elettori.
Il dibattito è stato intenso e prolungato, con decine di sessioni
ed audizioni della Commissione Affari Esteri e del Comitato per le questioni
degli Italiani all'estero e ben due passaggi in Assemblea. Alla fine, come
previsto nei sistemi democratici, la maggioranza ha portato ad approvazione
un testo di riforma che garantisce la rinascita sia dei COMITES che del
CGIE.
Quello che a noi appare particolarmente
benemerito è l’aver posto come discrimine generale della nuova normativa
il criterio della selezione democratica. Nella nuova composizione del CGIE,
quindi, saranno presenti solo gli eletti dalla base che -in quanto tali-
saranno rappresentativi. Così funziona la democrazia e Noi Italiani
all'estero dovremmo solo esserne fieri perché con questa riforma
siamo riusciti a raggiungere il risultato assoluto ed esclusivo di NON
avere "nominati" in nessuno dei livelli delle nostre rappresentanze!
Secondo, si garantisce un maggiore
livello di sicurezza di voto che – ahimè - prima mancava nelle procedure
elettorali degli Italiani all'estero. Inutile ribadire l'importanza degli
effetti estremamente negativi che i brogli elettorali verificatisi in passato
hanno avuto su di Noi e sull'immagine complessiva degli Italiani all'estero,
così come percepita dall'opinione pubblica italiana. Con la riforma,
si introducono importanti correttivi come i 6 mesi di previa iscrizione
all'AIRE per l'esercizio dell'elettorato sia passivo che attivo (art. 7,
comma 3 e art. 8, comma 1) e l'obbligo di sottoscrizione e di inserimento
di una fotocopia del proprio documento d'identità nel plico contenente
la scheda votata (art. 14, comma 6). Se questi accorgimenti daranno buona
prova di sè, potranno essere inseriti -unitamente ad altri già
pubblicamente da me proposti (stampa / invio centralizzato del materiale
elettorale)- nella prossima riforma della legge 459/2001.
Terzo, la riforma sancisce l'istituzionalizzazione
dei "Comitati degli Italiani all'estero" come vere e proprie nostre "Rappresentanze"
presso tutti gli organismi che determinano politiche idonee ad interessare
le comunità medesime. Con l'art. 4, se ne ampliano notevolmente
le funzioni, li si qualificano ufficialmente - da parte del Governo, tramite
le Ambasciate - nei loro territori all'estero, e si prevede (comma 12)
che il Ministero degli Affari Esteri debba rispondere entro massimo 180
giorni alle proposte formulate da ciascun Comitato. Questa è una
novità assoluta.
In Aula, ho anche ribadito - de iure
condendo - un concetto giuridico relativo ai limiti della proiezione del
vigore legislativo italiano in territori non sottoposti alla nostra sovranità
(ovvero tutta la Circoscrizione Estero): ne consegue, a mio avviso, che
l'eventuale riconoscimento locale dei COMITES - in base alla coerente accettazione
e condivisione della loro natura democratica - vale a qualificarli anche
oltre i nostri confini giuridici ed a farne un qualcosa di veramente unico
ed importante.
In conclusione, la riforma finalmente
è stata varata. Ancora una volta, essa è il frutto dell'azione
politica del centro-destra italiano: il raggruppamento politico che da
sempre - al di là di tanto demagogico vociare - ha saputo tramutare
in leggi dello Stato (rendendoli istituzionalmente vincolanti erga omnes)
gli interessi legittimi dei cittadini residenti all'estero. (raffaele fantetti*\aise)
* senatore Pdl |
SI
APRE CON IL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE ARCOBELLI IL PRIMO NOTIZIARIO DEL
2011 DEL COMITES DI HOUSTON - LEGGI
Il presidente Arcoberlli elenca le
molteplici attivita svolte dal suo Comites. Segue il messaggioo del nuovo
Console Generale Fabrizio Nava e vari comunicati riguardanti la circoscrizione. |
“La
riforma di COMITES e CGIE va profondamente cambiata”
I deputati del PD all’estero confermano
l’opposizione già espressa dal gruppo del Senato.
Non sono bastate le voci di dissenso
provenienti da tutto il mondo dell’emigrazione e gli appelli al dialogo
reiterati fino alle ultime ore per indurre la maggioranza al Senato e il
governo a desistere dall’approvazione della cosiddetta riforma della rappresentanza
degli italiani all’estero. La minaccia che ne deriva per il sistema di
rappresentanza costruito nel corso di decenni di impegno democratico è
seria, ma la ricomposizione unitaria delle forze di minoranza, che hanno
espresso concordemente il loro no al provvedimento, rappresenta un elemento
da non sottovalutare per il percorso futuro del provvedimento.
La nostra posizione è stata
chiara fin dal primo momento. Siamo contrari a questa legge perché
riduce il numero dei COMITES sul territorio mentre vengono contemporaneamente
tagliati i servizi consolari, non consente un’articolazione della rappresentanza
nelle circoscrizioni maggiori, introduce il maggioritario che consegna
la vita delle comunità in mano a pochi detentori di risorse e di
potere, colpisce il mondo associativo e penalizza i patronati con l’introduzione
di incompatibilità mirate, apre la porta alla frammentazione con
l’abbassamento del numero delle firme richieste per la presentazione delle
liste, affossa la positiva esperienza dei “Piani Paese”, trasforma il CGIE
da organismo di rappresentanza nei confronti delle istituzioni italiane
a organismo di coordinamento dell’intervento pubblico all’estero, esclude
totalmente la rappresentanza sociale dall’assemblea generale interrompendo
traumaticamente la funzione storica di ponte con le comunità che
l’associazionismo nazionale e il mondo sindacale ha svolto e continua a
svolgere.
A causa di queste scelte e per l’atteggiamento
di totale chiusura che Governo e maggioranza hanno ostentatamente tenuto,
per la prima volta una legge di riforma della rappresentanza passa senza
un ampio sostegno, anzi con una maggioranza di una ventina di voti, inferiore
allo stesso schieramento maggioritario. Da questo atteggiamento politico
e dalla coerenza di queste soluzioni con la devastazione del sistema di
intervento pubblico verso le nostre comunità che si sta realizzando
negli ultimi anni, appare evidente la volontà di emarginare e di
isolare la comunità italiana nel mondo, che si tenta di ridurre
a puro mercato commerciale di prodotti nazionali.
Alla Camera il nostro impegno sarà
fermissimo nel cercare di assicurare una duplice condizione: prestare ascolto
sulle scelte di riforma alla voce e alle richieste dei COMITES, del CGIE
e del mondo associativo e sindacale; fare in modo che il segno controriformistico
della legge appena approvata al Senato sia profondamente cambiato e si
arrivi a soluzioni costruttive e ampiamente condivise.
Gino Bucchino, Gianni Farina, Marco
Fedi, Laura Garavini, Franco Narducci, Fabio Porta |
RIFORMA
COMITES-CGIE: UNA LEGGE SUBITA DAI DIRETTI INTERESSATI! – DI DINO NARDI
Giovedì 31 Marzo 2011 18:42
ZURIGO\ aise\ - Qualcuno nella Camera Alta del Parlamento italiano, il
Senato, da un paio di anni si è stranamente intestardito nel voler
riformare l’attuale legge sui Comites ed il Cgie. Non solo il relatore
del provvedimento, senatore Oreste Tofani del Pdl e qualche suo collega
della maggioranza di governo, ma anche qualche senatore dell’opposizione.
Proprio così: intestardito!
Innanzitutto perché, attualmente,
i problemi delle comunità italiane all’estero in attesa di soluzione,
come noto, sono ben altri (l’assistenza agli indigenti, la lingua e la
cultura italiana, i servizi consolari, gli oneri fiscali sull’abitazione
in Italia, ecc.) e non certamente quello di riformare con un’unica norma
sia i Comites (la cui legge è del 2003!) che il Cgie.
In secondo luogo, perché non
si spiega altrimenti il motivo per cui, prima da parte del Comitato per
le questioni degli italiani all’estero del Senato, poi della stessa Commissione
Esteri del Senato ed infine del Comitato ristretto da essa costituito all’uopo,
si voglia portare avanti in Parlamento una riforma che nessuno, tra gli
italiani all’estero ed i loro rappresentanti (Comites e Cgie), tranne pochissime
eccezioni, ritiene necessaria ed abbia richiesto.
Come è, d’altra parte, emerso
in più occasioni nel Consiglio Generale degli Italiani all’Estero
ed anche nella recente riunione della Commissione Continentale Europa/Africa
del Nord tenutasi a Monaco di Baviera e ribadito nel documento finale approvato
in cui si "dissente dalla proposta Tofani", sostenendo la necessità
di un suo rinvio in Commissione Esteri "affinché vengano individuate
le modalità per un maggiore consenso tra maggioranza ed opposizione
e si tengano conto delle considerazioni e delle proposte avanzate dai Comites
e dal Cgie".
Pertanto, come consigliere del Cgie,
non posso non essere che soddisfatto che il Senato della Repubblica, nella
sua seduta di mercoledì 30 marzo, abbia rinviato il provvedimento
alla Commissione Esteri per un più approfondito esame del testo
e dei numerosi emendamenti presentati, riaprendo, di fatto, un confronto
più costruttivo come, peraltro auspicato in una loro dichiarazione
alle agenzie di stampa anche dai deputati del PD Gino Bucchino, Gianni
Farina, Marco Fedi, Laura Garavini e Fabio Porta nonché dall’on.le
Aldo Di Biagio del FLI, tutti parlamentari eletti nella Circoscrizione
Estero. (dino nardi*\aise)
* Consigliere Cgie, membro del CdP |
COMITES-CGIE,
DEPUTATI ESTERO: RIAPRIRE IL CONFRONTO IN MODO COSTRUTTIVO
(NoveColonne ATG) - 24 marzo 2011
- Roma - Senato, dopo una prolungata pausa di riflessione
che sembrava preludere ad un responsabile ripensamento, è stata
ripresa la discussione sulla legge di riorganizzazione degli istituti di
rappresentanza (COMITES e CGIE) dei cittadini italiani residenti all’estero,
e subito dopo rinviata in Commissione. Nel ribadire la nostra posizione
a favore della riforma di tali organismi, prendiamo atto che si presenta
una nuova occasione per modificare in senso positivo un atto che, se adottato
nel testo giunto in Aula, entrerebbe in collisione con l’orientamento della
grande maggioranza del CGIE e della quasi totalità dei COMITES e
accentuerebbe, in modo forse irreversibile, il distacco già evidente
verso gli istituti di rappresentanza e le nostre collettività all’estero”.
A sottolinearlo i deputati eletti all’estero Bucchino, Di Biagio,
Farina, Fedi, Garavini e Porta. “Nel momento in cui si assiste alla
chiusura di diecine di consolati, in forza di quel ‘piano di razionalizzazione’
la cui piena applicazione ancora qualche giorno fa il sottosegretario Mantica
ha ribadito, si rischia di ritagliare anche la rete della rappresentanza
sul territorio diminuendo il numero dei COMITES e svuotandoli seriamente
di funzioni. Nello stesso tempo, di fronte alle pesanti incertezze
relative al voto all’estero e all’annuncio che subito dopo il Federalismo
si dovrebbe mettere mano al Senato delle Regioni, che comporterà
una sostanziale modifica dell’assetto della rappresentanza parlamentare
dei cittadini italiani all’estero, si decide praticamente di superare il
CGIE come organismo di rappresentanza, nonostante il ruolo di mediazione
degli interessi delle nostre comunità che esso ha storicamente assolto.
Un salto nel buio – si legge ancora nel comunicato dei deputati Bucchino,
Di Biagio, Farina, Fedi, Garavini, Porta - che si realizza in una fase
di smantellamento dell’intervento pubblico per gli italiani all’estero,
che va avanti da alcuni anni, e che per questo priverà le nostre
comunità degli unici strumenti di difesa diretta di cui possono
servirsi. Quello che non si capisce, o non si vuol capire, è che
in questo modo si allenta il rapporto di partecipazione che si è
già gravemente diluito e che la stessa presenza dell’Italia nel
mondo ne subirà ripercussioni negative. L’invito sereno
e pressante che rivolgiamo ai colleghi del Senato – concludono i deputati
eletti all’estro - è quello di riflettere in modo più approfondito
su questa situazione e cercare di ricomporre con i rappresentanti reali
delle nostre comunità una prospettiva condivisa. In sostanza, prima
che sia troppo tardi, chiediamo non una rinuncia, ma un atto di responsabilità
e di incontro di tutte le forze vive dell’emigrazione”. |
COMITES,
MICHELONI (PD): NO A SOGLIE MINIME E RIDUZIONE POTERI
(NoveColonne
ATG) Martedì 29 Marzo 2011 - Roma - Soglia minima di cittadini
residenti nelle circoscrizioni necessari per costituire i Comites (Comitato
degli italiani all’estero), valenza delle relazioni di quest’ultimi sulla
rete e i servizi consolari, composizione del Cgie (Consiglio generale degli
italiani all’estero). Sono questi, secondo il senatore del Pd Claudio Micheloni,
i principali nodi da sciogliere rispetto alla riforma della rappresentanza
istituzionale locale degli italiani residenti all'estero che affronterà
l’esame dell’aula di Palazzo madama. “Nel testo approvato in commissione
Esteri – spiega Micheloni – si prevede che per eleggere un Comites sia
necessaria una soglia minima di cittadini residenti nelle circoscrizioni
consolari di 20 mila in Europa, 15 mila nelle Americhe, 10 mila in Asia
e Oceania e 5 mila in Africa. Noi invece presenteremo degli emendamenti
per abbassare queste soglie il più possibile anche perché
non condividiamo il progetto di riforma della rete consolare: non si possono
ridurre rappresentanze consolari e Comites allo stesso tempo”. Il testo
del ddl uscito dalla terza commissione, poi, prevede un netto ridimensionamento
dei poteri dei Comites che, tra l’altro, non potranno più esprimere
alcun parere riguardo alle iniziative delle autorità consolari,
mentre “il Partito democratico chiede che le relazioni dei Comites diventino
uno dei parametri di valutazione della rappresentanza consolare”. Infine
Micheloni esprime forti dubbi sull’impianto complessivo di riforma della
composizione del Cgie, che prevede, ad esempio, oltre alla riduzione del
numero dei componenti da 92 a 84, l’abolizione dei 29 membri di nomina
governativa che rappresentano le associazioni dell'emigrazione, i partiti,
i sindacati, i patronati e la stampa.
NOTA BENE (Nde)
Se la soglia minima scende al livello
proposto i Comites negli Stati Uniti sarebbero solamente cinque:New
York, Newark, Chicago, Philadelphia e Los Angeles. Non
rinnovati rimarebbero i Comites di Boston, Detroit, San Francisco, Houston,
Miami e Washington DC.
Cosi, tre dei cinque Comites USA |
PAOLO
RIBAUDO COORDINATORE DELL'INTERCOMITES USA
Paolo Ribaudo presidente del Ctim
New Jersey e presidente del Comites della circoscrizione consolare del
New Jersey alla riunione dell'Intercomites USA svoltasi presso il Consolato
Generale di New York il 12 Marzo è stato eletto nuovo Coordinatore
del Comitato dei Presidenti Comites USA.
Le nostre congratulazioni al neo
coordinatore. |
Sciolto
il Comites di Chicago - Elezioni per il rinnovo del Comites nella circoscrizione
consolare di Chicago cancellate
Aggiornamento:
Poiché nessun candidato o lista sono stati presentati entro il termine
utile, le elezioni per il rinnovo del Comites di Chicago che dovevano tenersi
mercoledì 20 aprile 2011 sono state cancellate quindi questa circoscrizione
consolare non avrà un Comitato per gli Italiani all'Estero come
previsto dalla legge. Siamo in attesa di ragguagli da parte del Ministero
Affari Esteri. |
Una
scienziata italiana "Most Powerful Mom" in USA
L'Italiano - Martedì 08 Marzo
2011 - Vincenzo Arcobelli - E' con grande orgoglio e soddisfazione poter
comunicare nel giorno dedicato alla Festa delle Donne che la nostra connazionale
residente nella circoscrizione consolare di Houston , partecipante e collaboratrice
delle varie conferenze dei ricercatori Italiani nel mondo organizzato dal
nostro Comites e' stata selezionata tra le piu`" potenti Mamme d'America",
tra quelle donne che hanno una carriera di successo nelle scienze,ingegneria
e business, ma non hanno rinunciato ai valori familiari e sono riuscite
a raggiungere altissimi risultati pur essendo mamme e prendendo cura della
propria Famiglia.
L` anno scorso tra le selezionate
c'era Michelle Obama U.S.A. First Lady.
Alla D.ssa Cristiana Rastellini vanno
le piu sincere congratulazioni . E' un onore averla tra i membri della
comunita' degli italiani all'estero , di esempio per rilanciare anche in
Italia questi valori.
Rastellini
Cristiana, MD
Direttore della Ricerca sul trapianto
delle cellule del Centro Trapianti del Texas
Bambini: Pietro Antonio, 17, Francesco,
10; Vittoria, 7; Alessandro, 4
Cristiana Rastellini, che lavora
presso l'Università del Texas Medical Branch Transplant Center,
è una grande forza nel mondo dei trapianti. Ha guidato la ricerca
sul trapianto pancreatico (salvavita per i pazienti diabetici), ed è
attualmente uno dei pochi chirurghi di eseguire l'operazione in tutto il
mondo. Sinora ha effettuato il 10 di questi interventi negli Stati Uniti.
Sta inoltre lavorando per rivoluzionare organi bioartificiali (il suo gruppo
presso l'Università del Texas ha sviluppato il primo intestino artificiale).
Con quattro figli, la dottoressa
Rastellini ha alcuni problemi a casa: "Come chirurgo e scienziato,
e un marito con le stesse esigenze di carriera, la mia vita e il mio calendario
sono complicati. Quando mi fermo a pensarci mi rendo conto di quanta fatica
e tempo siano necessari per farli funzionare. Non solo per quanto
riguarda me, ma la mia intera famiglia”.
Ma aggiunge: "Cerco anche di creare
momenti speciali. Per esempio, mia figlia mi chiede spesso di pranzare
con lei a scuola. Come lo sarebbe per molte mamme, di solito non è
compatibile con il mio programma. Ma di recente sono stato in grado di
andare, le ho fatto una sorpresa e lei ha detto che era 'il giorno migliore'
". |
8
MARZO/ CRISTIANA RASTELLINI È "MAMMA D'AMERICA": LE CONGRATULAZIONI
DEL COMITES DI HOUSTON
HOUSTON\ aise\Martedì 08 Marzo
2011 - Cristiana Rastellini, italiana residente a Houston, partecipante
e collaboratrice alle numerose conferenze dei Ricercatori italiani nel
mondo, organizzate dal Comites di Houston, è stata selezionata tra
le più potenti "Mamme d'America", nell’ambito dei festeggiamenti
della Festa della Donna.
Ne dà notizia Vincenzo Arcobelli,
presidente del Comites di Houston, che "con grande orgoglio e soddisfazione"
comunica il successo della connazionale, selezionata tra le donne in carriera
di successo (nelle scienze, ingegneria e business), che non hanno rinunciato
ai valori familiari, di mamme e mogli.
"Alla d.ssa Cristiana Rastellini
vanno le più sincere congratulazioni", scrive Arcobelli, ricordando
che l’anno scorso tra le selezionate c'era Michelle Obama, First Lady Usa.
"È un onore - conclude - averla tra i membri della comunità
degli italiani all'estero, di esempio per rilanciare anche in Italia questi
valori. |
IL COMITES A MIAMI
Il precedente Comites della circoscrizione
consolare di Miami, con la delibera del 20 Ottobre, aveva deciso di concludere
la propria attivita` alla fine dell’anno 2010. Come si puo` vedere dal
sito www.comitesmiami.com le
motivazioni principali erano quattro:
1) I membri del Comites considerano
esaurito il mandato quinquennale, ancorché prorogato per legge da
oltre un anno e mezzo ed il loro impegno verso gli elettori.
2) La ridotta disponibilità
dei fondi ministeriali per la gestione del Comitato e la rigidità
nell’uso delle scarse risorse assegnate.
3) Lo status di pubblico ufficiale
attribuito ai membri del Comites nell’esercizio di alcune attività
istituzionali che li espone a possibili procedimenti giudiziari.
4) L’impossibilità per
il Comites di sostenere le spese legali per la difesa, in caso di procedimenti
giudiziari avviati contro il Comitato.
I membri del precedente Comites di
Miami, seri professionisti, impegnati con moralita` e dedizione a risolvere
i problemi degli italiani residenti nella propria giurisdizione consolare,
credevano con le proprie dimissioni di aver promosso indirettamente una
revisione della legge e dei regolamenti che interessavano i Comites in
generale. Purtroppo i legislatori e lo stesso Ministero degli Esteri non
hanno accolto questa protesta ed hanno indetto al contrario delle nuove
elezioni, confidando che altri potessero accettare l’attuale status quo.
La comunita` italiana del South East
USA ha preferito, visto il panorama di riferimento, astenersi dal presentare
proprie liste per le nuove elezioni, indette per il 16 aprile prossimo,
in attesa delle riforme a suo tempo auspicate ed in particolare quelle
che riguardano i Comites.
Abbiamo pero` appreso che proprio
il patronato Enasco, gia` chiaccherato precedentemente per l’incarcerazione
del suo presidente, ha deciso di attivarsi per la presentazione di una
propria lista, malgrado la discutibile compatibilita` dei patronati con
i Comites. Questa unica lista sembra sia stata organizzata senza ottemperare
alla legge che regola i Comites e sembra essere composta anche da un candidato
non iscritto all’A.I.R.E., sottoscritta da un numero di italiani residenti
inferiore al numero minimo previsto dalla legge e con le autentiche delle
firme in modo difforme da quanto richiesto dalla legge della Florida in
materia. Il Comitato Elettorale Circoscrizionale, in data 25 Febbraio,
ha deciso all’unanimita` di non ammettere la lista “Nuova Italia” alle
elezioni per il rinnovo del Comites.
Alla luce di quanto accaduto, pur
ammirando la buona volonta` di questi connazionali, che molto probabilmente
non erano consapevoli delle conseguenze del loro operato, ne` di come avrebbero
dovuto operare dopo le loro eventuali elezioni, occorre sottolineare ancora
una volta la vera problematica che riguarda buona parte degli italiani
all’estero: La scarsa conoscenza delle normative che li riguardano. Questo
fattore, non conoscenza delle leggi, dei doveri e dei diritti, ha generato
parecchi Comites inutili nel mondo e` lo stesso fattore ha fatto eleggere
certi consiglieri altrettanto inutili al Consiglio Generale degli Italiani
all’Estero ed ha permesso, infine, il commercio delle schede nelle ultime
elezioni parlamentari.
In conclusione non puo` essere un
solo Comites, ne` tantomeno una lista improvvisata, a risolvere gli annosi
problemi che affliggono gli italiani all’estero. E` invece necessaria la
partecipazione attenta ed attiva di tutti i nostri connazionali, i quali
per non farsi prendere in giro da qualche personaggio meschino ed ambizioso,
devono documentarsi meglio sulle leggi che li riguardano e sulle possibilita`
di attivarsi nelle opportune sedi, sia negli Usa che in Italia, per raggiungere
i risultati desiderati.
Tanti auguri a tutti, soprattutto
agli italiani all’Estero!
(Cesare Sassi)
|
Indizione
delle elezioni per il Com.It.Es nella circoscrizione consolare di Chicago
20/01/2011
Ai sensi della Legge 23 ottobre 2003,
n. 286, “Norme relative alla disciplina dei Comitati degli italiani all’Estero”,
e del relativo regolamento d’attuazione, DPR 29 dicembre 2003, n.395, considerato
il Decreto del Ministro degli Affari Esteri n. 4500/57 del 21 dicembre
2010, con il quale e’ stato disposto lo scioglimento del Comites di Chicago,
con Decreto emanato in
data odierna, il Console Generale in Chicago ha indetto le elezioni
per il rinnovo dei componenti del Comitato degli Italiani all’Estero della
stessa circoscrizione, che dovranno tenersi il prossimo mercoledi’ 20 aprile
2011. Con tale Decreto, e’ stato altresi’ istituito presso il Consolato
Generale l’Ufficio Elettorale, che avra’ competenza per le operazioni previste
dalle procedure elettorali. |
COMUNICATO STAMPA
DEL 14 GENNAIO 2011 DALL'EX COMITES DI MIAMI
Oggi il tribunale di Roma ha assolto
con formula piena il Dott. Cesare Sassi e gli altri componenti del Comites
di Miami, perché “il fatto denunciato non sussiste”.
Il direttore del giornale Gente d’Italia,
Domenico Porpiglia, che aveva depositata e sostenuta la denuncia, dovrà
invece presentarsi il 25 Gennaio al tribunale di Santa Maria Capua Vetere,
per difendersi dall’accusa di diffamazione.
Seguiranno altre notizie più
aggiornate e dettagliate. |
SCIOLTO
UFFICIALMENTE IL COMITES DI MIAMI: CARLO DE PAROLIS NOMINATO COMMISSARIO
STRAORDINARIO
MIAMI\ aise\13/01/2011 - Con il decreto
consolare numero 17/2010 del 31 dicembre scorso, il Consolato di Miami
ha ufficialmente sciolto il Comites locale, dimessosi nell’ottobre 2010
(vedi Aise del 20 ottobre h.12.20).
Con lo stesso Decreto, affisso all’albo
dell’Ufficio consolare, Carlo De Parolis è stato nominato Commissario
straordinario. (aise) |
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